domenica 27 aprile 2008

L'AMMINISTRAZIONE CHE NON C'E'

E’ stato pubblicato il Decreto Assessoriale di approvazione delle attività ammesse a finanziamenti delle spese per la realizzazione e la promozione di manifestazioni ed eventi di grande richiamo turistico che comprendono tutte le manifestazioni ed eventi artistici, folkloristici e sportivi, di iniziativa pubblica e privata, che si realizzano nel territorio regionale ed abbiano riconosciuto valore e grande capacità di richiamo ed intrattenimento turistico. Svariate sono le manifestazioni finanziate dalla Regione Siciliana in quasi tutti i comuni dell’isola. Com’è ovvio da questi finanziamenti bisogna escludere il Comune di Bompietro che evidentemente non ha nessuna manifestazione riconducibile a quelle indicate nella legge regionale in precedenza indicata (sic!). Ma è proprio vero che non abbiamo niente? O forse cominciamo a vedere che l’incapacità non è solo del Sindaco ma anche di qualche assessore che del Sindaco ne ha virtù e vizi?

domenica 20 aprile 2008

LETTERA APERTA AL SINDACO E AI CONSIGLIERI COMUNALI CHE LO SOSTENGONO

Nonostante l’interrogazione del 3 marzo 2008, firmata da 8 consiglieri comunali, con la quale si chiedeva di esprimere per quali motivi si voleva procedere alla copertura un posto di istruttore direttivo contabile D1 - responsabile dell’ufficio economico e finanziario categoria “D1” - attraverso il criterio della selezione pubblica per soli titoli, che di fatto penalizza i giovani laureati. Nella risposta si sintetizza il suo obiettivo in due parole: economicità e trasparenza. Sul primo punto ho avuto modo di dire che il suo è uno strano modo economizzare stante che ai suoi funzionari corrisponde il massimo dell’indennità di posizione e di risultato. Sul secondo punto vorrei che fosse veramente trasparente tutto da dare tante opportunità a tutti i giovani laureati, eliminando la valutazione del servizio prestato presso la pubblica amministrazione che di fatto esclude quanti, seppur bravi e preparati, non hanno avuto la fortuna concessa ad altri di lavorare nella pubblica amministrazione. Per questo motivo chiediamo che venga sospesa la procedura e revocato il bando prevedendo una norma concorsuale per il solo titolo di laurea e per esame attraverso i quali si esprima la vera capacità professionale all’interno di una leale competizione. La presente è rivolta anche a quei consiglieri comunali che dicono (in piazza) di dissentire dalla politica del Sindaco ma nei fatti lo sostengono ai quali chiediamo una chiara ed inequivocabile posizione.
Bompietro 16 aprile 2008
Il Presidente del Consiglio comunale
Luciano di Gangi

Con questa “denuncia” l’attuale Presidente del Consiglio comunale di Bompietro, ci ha svegliati la mattina del 17 aprile 2008. Leggendola devo dire che non riesco a capire cosa voglia denunciare e a nome di chi scrive. A me sembra più una lettera di chi non ha più che dire, a messo che per quanto accade oggi ne possa aver titolo, che prima di congedarsi prova a lasciare un labile segno della sua impalpabile presenza. Non capisco se è schierato a favore dei meno abbienti o se attacca l’amministrazione comunale, per la scelta fatta, semplicemente perché lui al loro posto forse avrebbe fatto la stessa cosa. Il Presidente del Consiglio comunale deve ricorrere a mezzucci come il libello del Di Gangi per fermare, bloccare o semplicemente impedire che questo “sopruso” venga perpetrato? Non posso crederci! Non posso credere che siamo ridotti così male, che il consiglio non possa decidere e che il suo indirizzo non venga attuato dal Sindaco. Già il Consiglio comunale per 7/12 è composto da coloro che hanno scelto, appoggiato ed eletto Sindaco il Sig. Alleri Francesco di cosa si sono lamentati in questi tre anni disastrosi? Hanno denunciato quali grandi colpe ha questa amministrazione? Che cosa non è stato realizzato del programma elettorale della compagine nata per dare continuità? Caro presidente in un mare di ingiustizie tu non hai di che scrivere e attacchi il Sindaco, ma non la Giunta municipale, su un fatto grave ma lecito. Non dici che questa amministrazione non ha rinnovato il Piano Regolatore Generale scaduto e continua ad autorizzare lavori, non dici che le ditte bompietrine non hanno avuto affidamenti di nessuna natura, fatta eccezione per qualche privilegiato; che le intelligenze professionali sono trattate peggio delle ditte, non ci sono né incarichi né privilegi, che la gestione del pubblico impiego è a dir poco scellerata, che le spese per esperti e collaboratori sono enormi, che ogni forma di sviluppo che passa attraverso il sostegno all’impresa, fonte di sviluppo e occupazione, è stata semplicemente e volutamente boicottata, che non c’è alcun investimento verso iniziative progettuali che nel futuro possano muovere le ristagnanti acque dell’economia locale, che questa amministrazione ha un avanzo di amministrazione dichiarato di circa 300.000,00 euro mentre l’avanzo reale, a oggi, ammonta a circa 1.150.000,00 euro e per fine anno sarà di circa 1.350.000,00 euro. Ma tu non lo sai, quindi non lo denunci. Non lo sai perché sconosci il bilancio comunale che approvi e, come te, non ne sono capaci gli attuali amministratori e dirigenti. Semplicemente per questa grave incapacità bisognerebbe allontanare i responsabili – politici e dirigenti – di questo impoverimento amministrativo. Bompietro, nonostante le sue ricchezze, è in ginocchio ed agonizzante per l’incapacità dei suoi amministratori. Un Presidente che non sa non è un buon presidente. Un Presidente che non ha né una maggioranza né un adeguato gruppo di consiglieri che lo segue non è un presidente rappresentante. Di un Presidente che non sa che dire non ce n’è bisogno, soprattutto se riceve un’indennità. Di persone che parlano perchè non sanno agire ne abbiamo avute fin troppe. Forse è giunta l’ora che i chiacchieroni, gli scribi, e i consiglieri del re comincino a tacere perché troppo rumore per niente non giova a nessuno. Ma questo spetta dirlo ai cittadini quando riavranno la parola?

sabato 19 aprile 2008

LE ELEZIONI REGIONALI A BOMPIETRO

ELEZIONI REGIONALI DEL 13 E 14 APRILE 2008

La tornata elettorale per l'elezione del Presidente della Regione e il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana a Bompietro ha visto la trionfante vittoria del candidato a presidente Raffaele Lombardo e della sua coalizione che ha ottenuto 674 voti pari al 78,19% contro i 178 pari al 20,65 ottenuto dal cartello del centro sinistra che sosteneva Anna Finocchiaro presidente e il 1% circa degli altri, in particolare: lista “Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro” 242 voti con preferenze indicate per i canditati: DINA Antonino detto Nino 117 voti di questi 76 a Bompietro e 41 a Locati; ANTINORO Antonio detto Antonello 63 voti (37-26); CINTOLA Salvatore detto Totò 8 voti (6-2); CORDARO Salvatore detto Toto 8 voti (7-1); PARLAVECCHIO Mario 6 voti (5-1); SAVONA Riccardo 4 voti (2-2); MANGANO Giovanni 3 voti (0-3 ). Lista “Lombardo presidente Sicilia forte e libera” 10 voti della quale sono stati votati i candidati ALLEGRA Vincenzo con 6 preferenze (5-1) e MINNITI Ettore 1 preferenza a Bompietro. La lista n. 5 “Movimento per l'autonomia - alleati per il sud” ha ottenuto 63 voti, con preferenze assegnate ai candidati NICOLOSI Nicolò detto Ciccio 24 (4-20), CARONIA Maria Anna 20 (17-3), AULICINO Armando 4, BARONE Nicolò e OLIVERI Sandro 1 a Locati, LENTINI Salvatore detto Totò 1 a Bompietro. La lista N. 6 “Amici di Beppe Grillo - con Sonia Alfano presidente” ha ricevuto 2 voti attribuiti alla medesima ALFANO a Bompietro. La lista n. 8 “Il popolo della liberta' - Berlusconi presidente” ha raggiunto 355 voti di lista, sono stati preferiti i candidati FALZONE Dario 64 (46-18), RIZZOTTO Antonino detto Toni 50 (22-28), CASCIO Francesco dedtto Lo Cascio 47 (36-11), MINEO Francesco 30 (14-16), SCOMA Francesco 28 (25-3), MARINESE Ignazio detto Azio 22 (9-13), CAMPAGNA Alberto detto Castagna 16 (9-7), SAMMARTINO Bartolomeo detto Bartolo 9 (1-8), MUSOTTO Francesco 8 (6-2), ARICO' Alessandro detto Arrico detto Arigò 5 (3-2), CAPUTO Salvatore detto Salvino 3 (3-0), DI FIORE Maria detta Rita 1 (1-0). La lista n. 9 “Partito democratico - Finocchiaro presidente” ha avuto 132 voti ottenendo preferenza FARAONE Davide 35 (28-7), LUPO Giuseppe detto Peppino 31 (15-16), CRACOLICI Antonino detto Antonello 3 (2-1), VITRANO Gaspare 3 a Locati, PANTUSO Salvino 3 (2-1), PASSARELLO Leonardo 2 a Locati, APPRENDI Giuseppe e MATTARELLA Bernardo 1 a Bompietro. La lista N. 12 “la sinistra l'arcobaleno - Rita Borsellino” 21 voti, assegnati alla stessa BORSELLINO 4 (4-0), CANTAFIA Francesco detto Ciccio 2 a Locati, FERRANDELLI Fabrizio 2 (1-1), GALICI Angela 1 a Bompietro. Hanno ottenuto voti anche le liste Forza Nuova 1, Italia Dei Valori Lista Di Pietro 12, La Destra Fiamma Tricolore 2, Democratici Autonomisti 4.

sabato 12 aprile 2008

L'Astensionismo attivo o quello passivo? Io voto!

Come ben sapete l’astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione (a differenza dei referendum dove è richiesto un quorum del 50%+1 degli elettori). Quindi se anche per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all’attribuzione dei seggi in base allo scrutinio delle tre schede. Le schede bianche e nulle, fanno sì percentuale votanti, ma vengono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel così detto premio di maggioranza.... (per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Santanchè le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di La Destra). Esiste però un altro metodo astensivo detto "astensionismo attivo" ovvero rifiuto della scheda, che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza. È infatti facoltà dell’elettore di recarsi al seggio e, fatto vidimare il certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione. E’ possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE, UNA DICHIARAZIONE CON LA QUALE L’ELETTORE HA IL DIRITTO DI ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (ad es. nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta). Tale sistema rende non attribuibile il voto, in quanto la legge consente solo l’attribuzione delle schede contenute nell’urna al momento dell’apertura della stessa, creando una discrepanza tra percentuale votanti e voti attribuibili e di conseguenza un problema di difficile se non impossibile attribuzione di seggi (specie se il fenomeno raggiungesse quote notevoli) infatti, se la quantità di schede rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l’attribuzione di un seggio tale seggio non potrebbe essere attribuito. Ma tra l'astensionismo attivo e passivo credo che la migliore forma di protesta rimane sempre il voto, il quale esprime sempre il vero significato di soddisfazione o insoddisfazione del popolo sovarno!

martedì 25 marzo 2008

La Chiesa e la comunità locatese

Cosa sta accadendo? Anzi cosa accade nella comunità religiosa di Locati? Ricordo ancora come fosse appena ieri della mia prima comunione, della mia cresima, delle catechista e del parroco Frate Terenzio Manto dell’ordine dei frati minori cappuccini di Gangi, del Sacerdote Scuderi da Geraci Siculo. Sono ricordi di spensierata giovinezza, del primo affacciarsi nella realtà spirituale della mia comunità. Sono stati gli anni in cui ho potuto vivere con gli occhi e la passione di un bambino le vicende della mia vita religiosa, del mio ingresso nella prima società adulta. Poi a Locati venne l’ora di un’altro sacerdote: Calogero Gregorio Farinella da Alimena. Questo è il terzo momento della mia crescita spirituale nella mia comunità religiosa. Riassumendoli posso dire che il primo momento è stato quello della prima formazione o inizializzazione in cui ho conosciuto un uomo che sapeva parlare delle cose di Dio come ancora non ho rivisto in nessun altro e soprattutto insegnava ad amare Dio in maniera così intensa e delicata che ancora oggi ne ricordo benissimo ogni aspetto del suo educare. Poi la partenza verso altri luoghi dove portare la sua buona parola e l’amore per Dio. Così Frà Terenzio ci lascia e al suo posto arriva un’altro Sacerdote: Scuderi da Geraci Siculo, un uomo mite e gentile, timido e ossequioso che vive la nostra comunità con discrezione come se già sapesse di essere di passaggio, d’un breve passaggio. E’ stato il secondo momento spirituale ovvero il momento in cui ho cominciato a imparare e a capire la differenza tra il tanto per dire e il dire con certezza ovvero della cognizione. Padre Scuderi rimase a Locati solo un paio d’anni e al suo posto l’allora Vescovo della diocesi di Cefalù incaricò di occuparsi dei peccati della comunità religiosa di Locati un Sacerdote alimenese: Calogero Gregorio Farinella. Questi giunse a Locati in una giornata di forte calura estiva e subito mise in chiaro le cose dicendo al Vescovo di essere pronto ad andare ovunque fosse stata Sua volontà. Bene da allora non è più andato altrove. Ricordo la diffusa incredulità di tutta la popolazione nell’ascoltare i suoi sermoni; la capacità di un sacerdote di arrabbiarsi e di richiamare dall’alto del suo pulpito, soprattutto nelle grandi occasioni, una comunità a suo dire sonnolente; ricordo la capacità di volere organizzare un interesse sociale e culturale “diverso” per i giovani e tutte le persone di buona volontà; ricordo della Pro-Loco e così del suo orgoglio per averla costituita e del suo giusto forte rammarico e disappunto per vederla chiudere. Ricordo dei gruppi teatrali e folkloristici, della sagra della vendemmia ricordo della squadra di calcio e di quanti hanno sempre silenziosamente lavorato per ottenere gli ottimi risultati che tutti hanno potuto apprezzare. Ricordo dell’ “invidia” verso il nostro parroco e il nostro operato delle genti delle altre comunità cattoliche delle madonie; ricordo i suoi richiami, spesso mal digeriti perché eccessivamente pungenti nel tono e nel contenuto. Ricordo! Poi arrivarono gli anni dello svuotamento della Chiesa e l’assenza di partecipazione da parte di tanti. Così le giornate passano e tra un mea culpa e un de profundis si cerca sempre di rimediare o di recuperare rapporti e/o relazioni che non mancano di incrinarsi o interrompersi. Così ritorna il periodo di grande partecipazione al momento liturgico della chiesa di tutti i cittadini giovani nello spirito e nella volontà che sfocia principalmente nell’organizzazione dei più tradizionali eventi religiosi i festeggiamenti di San Giuseppe, di Maria Santissima del Rosario e del Ss. Crocifisso. Ma anche per questi eventi la partecipazione comincia a scemare, il sacro e il puro volontariato finiscono purtroppo col mescolarsi con l’interesse che poco attiene alle cose di chiesa e tutto o quasi finisce. Già tutto o quasi tutto a Locati finisce, come in ogni altra parte del mondo, solamente in maniera più veloce. E mentre alcuni interessi svaniscono altri ne nascono, come la realizzazione del presepe che coinvolge un gran numero di volonterosi che si prodigano a realizzarlo. Presepe realizzato sull’altare centrale della Chiesa de “La Sacra Famiglia” che ogni anno viene visitato da migliaia di visitatori e le sue immagini sono diffuse dalla RAI 3 Sicilia che lo promuove e lo inserisce nell’itinerario turistico di Sicilia tra le cose più belle da visitare. Sono gli anni in cui questi locatesi volonterosi con tanti sacrifici e inventiva vincono i premi più ambiti e mensioni più importanti dell’associazione amici del presepe; gli anni in cui ogni domenica si sente la voce del prelato ricordarci di dover essere fieri dei nostri figli, dei nostri fratelli, dei nostri amici e compaesani che con sacrificio e volontà ogni anno realizzano il Presepe. A Locati sono ritornati gli anni del fare, dell’organizzare e del partecipare. La chiesa locatese ritrova la partecipazione dei propri fedeli. Ma ad un tratto nella quiete silenziosa della vita locatese un fragore attraversa ogni via, ogni piazza, ogni casa: Il presepe non si fa! La gente per le vie del paese, nel bar e negli angoli delle via cittadine parla ogni giorno della stessa cosa: perché il presepe non si fa più? Perché il sacerdote non vuole che si faccia? Che motivo c’è che il presepe non si faccia? A questi interrogativi sono seguite fervide trattative per capire se ci fossero margini per recuperare un rapporto incrinato senza che se ne sapessero i motivi. Così si fanno riunioni, incontri e assemblee, anche in presenza delle forze dell’ordine che intervengono perché allertate circa una presunta possibile aggressione nei confronti del parroco. (Incredibile!) Tutti dicono la loro e tutti la dicono come sanno e come vivono il momento di disagio. Ma mentre la Chiesa locatese, lontana dai bisogni e dalle necessità delle famiglie che la compongono continua a celebrarne i funerali dimenticandosi dei privilegi che da questi ha goduto fino ad un attimo prima, non trova meglio da fare che limitare la partecipazione della popolazione alla vita attiva della chiesa, sconvolgere gli usi e le tradizioni, annichilire le buone volontà e far diventare essa stessa non il luogo della preghiera, della meditazione, del conforto, dell’incontro, della partecipazione, della misericordia ma solo un luogo di sopportazione e ripicca la collettività subisce un ulteriore smacco e si vede privata anche del campanile con le sue campane e dell’orologio. Già l’orologio! L’orologio del campanile di locati uno tra i più antichi d’Italia per il meccanismo del suo funzionamento, l’orologio che da sempre ha scandito con il suono delle sue campane i minuti e le ore che trascorrono nella vita dei Locatesi d’un tratto non suona più! Non segna l’ora! Che la vita della Chiesa di Locati si sia fermata? Che non ci siano più volontari che vogliano occuparsene? Che sia un problema di sicurezza che non si vuole risolvere? Che il preposto non sia più in grado di essere autonomo e questo lo rende vulnerabile? Che l’uomo che ha sempre stimolato e redarguito la sua comunità perché poco attenta e poco riflessiva d’un tratto sia divenuto distratto e istintivo. Come è possibile che una persona piena di spirito di intraprendenza e di buona volontà all’improvviso sia divenuto come direbbe lui “scettica, priva di speranza e lagnuso”? Non capisco ma spero non sia l’esigenza dell’età a frenarne la personalità, lo spirito di iniziativa e la buona fede; perché se così fosse di tutto ciò che ha predicato alla fine non ne rimarrebbe niente! Tutte le cose finiscono ma non può finire l’amore tra il sacerdote il presepe e la comunità! Spero che ritorni l’era del farsi perché se ci si deve abituare ad ascoltare la messa allora non c’è alternativa: bisogna cambiare la chiesa di locati.

domenica 3 febbraio 2008

Chi vorreste come prossimo Sindaco?

Chi sarà il prossimo Sindaco di Bompietro? Questa è la domanda che, più o meno velatamente, viene posta a quanti negli ultimi anni si sono occupati di politica a Bompietro. Questa è la domanda a cui la maggioranza dei bompietrini vorrebbe dare una risposta ed è l'argomento principe delle riflessioni affrontato nei circoli e ambienti culturali di Bompietro e della capitale siciliana. In questo periodo tante sono state le pressioni che il Sindaco, Francesco Alleri, ha subito per resistere alle richieste, sempre più pressanti, di dimissioni. Pressioni che vengono esercitate dai suoi sostenitori e dai suoi critici. Ma la sua risposta è sempre la stessa "Io non mi dimetterò mai!". Non v'è dubbio che chi colpito, improvvisamente, da miopia non accetterà mai di non vedere bene ma chi, pur vedendo benissimo, continua a non voler vedere non è solamente stolto ma anche e soprattutto un impenitende testardo che non non ama la sua terra e trova soddisfazione nel vederla impoverita e spopolata al limite dell'ardità. Ma questo è quanto sappiamo perchè qualcuno più o meno interessato si è preoccupato di farci sapere. Ma siamo sicuri che il Sindaco non abbia ragione a non volersi dimettere perchè stimato, benvoluto e approvato dai suoi concittadini? Siamo sicuri che quanti gridano al lupo sono poi le persone che hanno più a cuore le sorti di Bompietro? E soprattutto siamo sicuri che Bompietro non vuole più questo sindaco non solo già ora ma anche per il futuro? Ed è proprio per fugare ogni dubbio che abbiamo pensato di chiedervelo direttamente con il modo più riservato e anonimo che conosciamo. Quindi abbiamo messo in rete questa domanda che vuole essere sondaggio per il presente e per il futuro della vita amministrativa di Bompietro. Il primo chiede: siete d'accordo che il sindaco Alleri si dimetta dall'incarico? La seconda domanda è: Chi vorreste come sindaco per il prossimo futuro? A voi la scelta.

sabato 26 gennaio 2008

Le dimissioni del Presidente della Regione Siciliana

Per la prima volta nella storia della Sicilia, un Presidente della Regione si dimette. Mai prima d’ora si era verificato che il Presidente della Regione si fosse dimesso, sia in passato, quando era eletto dai componenti l’Assemblea Regionale Siciliana che ora, che viene eletto a suffragio universale e diretto dai siciliani anticipando così la conclusione della legislatura.
Un evento politico talmente unico che non è previsto neanche nello Statuto della Regione Siciliana.
Salvatore Cuffaro, (U.D.C.) a capo di una coalizione di centro-destra era stato riconfermato Presidente per la seconda volta il 28 maggio 2006. Le dimissioni sono state comunicate nel corso di una seduta dell’A.R.S. il 26 gennaio 2008 e sono la conseguenza della sentenza di primo grado che lo vede condannato a cinque anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici nel processo di primo grado per le “talpe” alla D.D.A. (Direzione Distrettuale Antimafia) di Palermo. La Corte, nel contempo, non lo ha ritenuto responsabile di aver favorito l'organizzazione mafiosa.
Di seguito il resoconto stenografico del discorso di congedo pronunciato dal Presidente della Regione Siciliana, Cuffaro Salvatore, nella seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana il 26 gennaio 2008
Assemblea Regionale Siciliana

XIV LEGISLATURA - 121a SEDUTA - 26 Gennaio 2008

RESOCONTO STENOGRAFICO (Stesura provvisoria)

Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 13.15

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che dei verbali delle sedute n. 119 e n. 120 verrà data lettura successivamente.
L’ordine del giorno della seduta odierna reca: “Comunicazioni del Presidente della Regione”.
Do la parola al Presidente, onorevole Salvatore Cuffaro.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli colleghi voglio innanzitutto rivolgervi un sentito ringraziamento per il senso di responsabilità che avete mostrato nell’approvare il bilancio e la legge finanziaria. Atti indispensabili alla continuità dell’Amministrazione regionale. Ma due giorni or sono questo Parlamento si è anche pronunciato sulla mozione di sfiducia al Presidente della Regione che le opposizioni avevano unitariamente sottoscritto.
Il dibattito ha avuto un esito preciso: mi è stata rinnovata la fiducia. Ringrazio tutto il Parlamento per la correttezza dei toni. Ringrazio la maggioranza per il rinnovato sostegno.
Avevo già anticipato, tuttavia, che questo risultato politico non mi avrebbe automaticamente convinto a rimanere in carica.
Ho vissuto anni di intensa sofferenza confortato, oltre che dall’affetto di tanti siciliani, dalla cristiana consapevolezza che nella vita di un uomo essa non è mai vana. Mi ha confortato il riconoscimento, anche da parte del giudice, di quanto nel mio cuore era stato sempre certo, ossia l’assoluta estraneità del mio agire e del mio sentire pubblico e privato alle finalità di una organizzazione come la mafia. Ma tale sollievo non mi ha mai sottratto a quell’intensa riflessione che, oggi, mi vede nuovamente di fronte a voi per comunicarvi le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di Presidente della Regione. Queste dimissioni notificherò al Presidente della Repubblica.
Già al momento della sentenza sentivo dentro di me il dovere di compiere questo passo. Ma ho deciso di attendere sino all’approvazione del bilancio e della legge finanziaria per senso di responsabilità verso una Terra che continuerò ad amare e che in questi anni ho servito fedelmente consegnando ad essa tutto il tempo e le mie energie. Non potevo lasciare poi che ogni mia decisione fosse assunta senza conoscere la volontà dell’Assemblea regionale.
Le odierne dimissioni non sono, dunque, frutto di alcuno automatismo. Esse costituiscono, invece, una scelta personale, assunta per ragioni umane e politiche.
Insieme a tantissime manifestazioni di affetto e sostegno politico, ho visto diffondersi in questi giorni una crescente ostilità verso la mia persona; un sentimento che non mi appartiene né culturalmente, né politicamente e dal quale in questi anni non ho saputo, né voluto dare spazio. E siccome il popolo, più che i salotti o le manovre di Palazzo, è sempre stato l’elemento centrale della mia esperienza politica, anche in questa circostanza così delicata, non voglio sottrarmi ad un confronto leale con esso.
In questi anni, alla guida del Governo regionale, ho sempre cercato di tessere le ragioni dell’unità e del bene comune, in una Terra straordinaria e difficile come la nostra. Sarebbe perciò risultato insopportabile alla mia coscienza l’idea di potere costituire, con la scelta di rimanere in carica, un fattore di divisione e di contrapposizione sociale.
Tutto ciò avrebbe alimentato ulteriori polemiche, poco utili, peraltro, a riaffermare il vero significato di atti e di eventi che dal giorno della sentenza ho visto quotidianamente distorti.
Francamente preferisco la via dell’umiltà. Lo faccio per non tradire quegli ideali ai quali sono stato educato. Lo faccio per la mia famiglia e lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i Siciliani che in questi anni ho servito con dedizione, semplicità e con quella onestà che, sono certo, mi verrà completamente riconosciuta.
Fino a quando non ci sarà una sentenza definitiva, ci sarà una verità processuale e una verità sostanziale; con la mia decisione rispetterò la prima, in coerenza con il comportamento che ho tenuto in questi anni nei confronti della magistratura e delle Istituzioni, ma con determinazione mi batterò in tutte le sedi per l’affermazione della verità sostanziale a difesa della mia vita, pubblica e privata.

(I deputati si alzano in piedi e rivolgono un applauso al Presidente della Regione)

PRESIDENTE. L’Assemblea prende atto delle dimissioni del Presidente della Regione.
Ricordo che, in tal caso, ai sensi dell’articolo 10, comma 2, dello Statuto si procede alla nuova e contestuale elezione dell’Assemblea regionale e del Presidente della Regione entro i successivi tre mesi.
Ricordo, altresì, che ai sensi dell’articolo 8 bis, comma 3, dello Statuto e secondo la giurisprudenza della Corte costituzionale (sent. n. 12/2006) “Nel periodo tra lo scioglimento dell’Assemblea e la nomina del nuovo Governo regionale il Presidente e gli Assessori possono compiere atti di ordinaria amministrazione”.
Avverto, infine, che a norma dell’articolo 4 della legge costituzionale n. 1 del 1972 “Finché non si è riunita la nuova Assemblea regionale siciliana sono prorogati i poteri della precedente Assemblea”.
Sospendo, quindi, la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 13.25, è ripresa alle ore 13.35)

La seduta è ripresa.
Invito il deputato segretario a dare lettura del processo verbale n. 119 del 25 gennaio 2008, n. 120 del 26 gennaio 2008, nonchè del verbale della presente seduta.
RINALDI, segretario, dà lettura del verbale n. 119 del 25 gennaio 2008, n. 120 del 26 gennaio 2008, nonchè del verbale della presente seduta che, non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la sessione.

La seduta è tolta alle ore 13.50.